lunedì 30 maggio 2016

Review - Postal Redux (Steam)


Postal è un titolo controverso che ha sicuramente segnato la seconda metà degli anni novanta dello scorso secolo. La serie ordinaria è sempre rimasta una raccolta popolare di giochi sin dal suo concepimento nel lontano 1997. Da un punto di vista tecnico si tratta di uno sparatutto oggi diremmo twin stick con visuale isometrica su uno scenario caratterizzato da sfondi pre-renderizzati disegnati a mano. Questo almeno per quanto riguarda il primo episodio che qui presentiamo in versione rimasterizzata, prima di evolvere in uno sparatutto tridimensionale in prima persona con il sequel. Per molti giocatori, me compreso, la seconda tappa è stata la nostra prima esperienza del franchising e dopo il tanto atteso e criticamente deludente terzo episodio, i fan sono rimasti un po' delusi. Tuttavia, con questo remaster in hd del gioco originale, i vecchi fan che non l'hanno provato e quelli di età più giovane hanno la possibilità di scoprire le radici del franchise provando il vero capostipite della serie. Postal ha una trama piuttosto semplice in cui un tizio casuale esce solo soletto dalla sua abitazione e decide di uccidere tutti. Una sorta di "un giorno di ordinaria follia" in versione truculenta. Non ci sarà pietà per nessuno: civili, polizia, militari, animali, tutti saranno colpiti dalla follia cieca del nostro protagonista. Nessuno è al sicuro con questo maniaco in giro.


L'idea è quella di uccidere il 90% dei nemici in un'area prima di passare al livello successivo. Con nemici intendiamo i membri innocenti delle forze di sicurezza che cercheranno solo di fare il loro lavoro. Sì, questo ha suscitato molto scalpore all'epoca del suo rilascio, ma guardando ora, è abbastanza addomesticato rispetto ad alcuni altri giochi ultraviolenti contemporanei. Si tratta di un remaster abbastanza fedele a dire la verità. I problemi evidenti del gioco originale sono ancora qui, e nessuna quantità di aggiornamenti di pixel possono nascondere questo. Per essere onesti, il sistema di controllo è stato rivisto per essere più giocabile per gli standard odierni, e gli effetti di luce sui fari delle auto dimostrano che qualche sforzo è stato fatto per modernizzare la grafica del gioco. Oltre a questo, il titolo resta afflitto da ambienti terribilmente piatti che, mentre tecnicamente percorribili in un contesto 3D, mancano qui di profondità. I personaggi 3D spiccano comicamente dagli sfondi disegnati a mano ed è davvero difficile dire se il vostro personaggio è in procinto di passare davanti, contro, sopra o dietro diversi ostacoli. La meccanica di tiro è un altro aspetto a dir poco imbarazzante. Si inizia con una pistola con munizioni illimitate prima di prendere un fucile da caccia, e poi armi ancora più aggressive come lanciafiamme e lanciarazzi.


Per la maggior parte del tempo, gli scontri a fuoco sono penosi. Dovrete saltare, coprirvi o muovervi continuamente per sfuggire ai nemici, sparare ancora e saltare ancora un po' fino a che non avrete eliminato i nemici. Ma ciò che veramente mi ha fatto incazzare sono stati gli NPC che correvano dietro ostacoli come case e automobili. Quando questo accade, sono evidenziati in grigio. D'accordo il gioco ha una tonalità scuro, ma tracciare il fuoco nemico è piuttosto difficile quando proviene da una sagoma grigio fumo che si nasconde dietro una pensilina in un angolo della mappa.Essi possono anche scattare senza nemmeno apparire sullo schermo, che è così impressionante. L'aspetto più divertente di Postal è che è possibile utilizzare una serie di armi secondarie per massacrare gli innocenti, ma l'entusiasmo si smorza subito perché è del tutto inutile. Le mine sono interessanti suppongo, ma granate e molotov sono realizzate davvero male. Certo non aiuta che il tizio che lancia come una femminuccia totale e dura circa due secondi di animazione per farlo davvero. Questo uccide il gameplay altrimenti veloce, quindi se state pensando di saltar fuori rapidamente dalla copertura per scagliare una granata, non pensateci più.


Conclusione
Purtroppo, ci risulta davvero difficile consigliare questo Postal Redux, se non ai (pochi) fan nostalgici e sfegatati dell'originale. Ci sono tonnellate di giochi adesso che rendono del tutto inutile questa operazione nostalgia. Anche i fan di più lunga data faranno fatica a trovare interesse in questa proposta. In verità Postal non era nemmeno buono quando è stato pubblicato nel 1997, quindi perché dovremmo acquistare questo gioco oggi. A sua difesa, ha sicuramente un fascino che poteva essere sfruttato meglio. L'idea di uno sparatutto isometrico non è affatto fuori luogo, ma l'esito lo è senz'altro. Purtroppo per ogni momento raro di godimento c'è sempre molto più roba di cui lagnarsi. In definitiva, Postal REDUX è un gioco mediocre con una mano di vernice fresca. Il nostro voto è cinque su dieci, rimandato!
5/10

venerdì 27 maggio 2016

Review - Uncharted 4: A Thief's End (PS4)


E' sempre triste dover dire addio (e chissà che non sia invece un arrivederci), ma fa male un po' meno quando ci si saluta con un gioco del calibro di Uncharted 4. Naughty Dog mantiene le promesse e conclude le avventure di uno dei più emblematici eroi degli ultimi tempi: Nathan Drake con un gioco memorabile. L'alter ego moderno di Indiana Jones sancisce il suo addio in grande stile con un passo degno di una leggenda. Il ladro buono è arrivato all'epilogo ed è un finale luminoso, spettacolare e ispiratissimo. Questa è la recensione di Uncharted 4, un capolavoro che verrà ricordato negli anni. Siamo emozionati mentre scriviamo questi righe e speriamo che proverete le nostre stesse sensazioni quando metterete le mani su questo mitico videogioco. Sì, siamo onesti, Neil Druckmann, Bruce Straley e compagnia hanno confermato di essere i migliori. Hanno accolto a braccia aperte l'eredità di un eroe creato da Amy Hennig, a cui è dedicato quest'ultimo episodio nei titoli di coda - evitando ogni polemica dietro la sua fuoriuscita dal progetto - e hanno curato la sua crescita nei minimi dettagli. Sono passati quasi dieci anni, un eternità... Il franchising di Uncharted è iniziato infatti nel 2007 con l'esordio su PlayStation 3 de "Il Tesoro di Drake", un gioco eccezionale, ma certamente non memorabile come quelli che dovevano succedergli. Non sarebbe trascorso infatti molto tempo prima che l'IP si convertisse in un campione di Sony con l'arrivo del secondo e del terzo capitolo, splendidi e maestosi esempi della bravura di uno studio, Naughty Dog, che ha lasciato nella precedente generazione una manciata di lavori unici, pietre miliari a futura memoria, come le tre avventure con protagonista lo stesso Nathan Drake e l'inizio di un'altra serie indimenticabile: The Last of Us, di cui attendiamo trepidanti il seguito.


Tuttavia, prima di un possibile ritorno all'universo post-apocalittico di quest'ultimo videogioco, che impegnerà nei prossimi mesi quasi sicuramente lo studio californiano, era obbligo mettere il tocco finale, la ciliegina sulla torta, sulle avventure del cacciatore di tesori più noto del mondo videoludico, che con la sua simpatia e il suo bel gruppo di amici, ha conquistato i nostri cuori nelle tre precedenti imprese. Questa, tuttavia, è la più completa e maturo di tutte. Moltiplica la sensazione di montagne russe rallentando i momenti più narrativi e accelerando ancora di più le fasi di trepidazione con il cuore in mano. Il quarto capitolo della serie può contare sulla storia più elaborata nello sviluppo dei suoi personaggi. In fatto di giocabilità rispetta l'identità dei precedenti, ma non dimentica di introdurre varianti tanto suggestive quanto utili ed efficaci, come il gancio per sparare e allargare il nostro rapporto con lo scenario, il piccone per consentire di aggrapparsi a superfici diverse e, naturalmente, una mappa più aperta che moltiplica le possibilità di movimento soddisfando le richieste di coloro che amano perdersi nelle ambientazioni per concentrarsi sulla ricerca di oggetti da collezione. In breve, questo Uncharted 4 è una dichiarazione di amore per i videogiochi che solleva la barra in alto sia in termini di grafica sia in relazione al puro divertimento, e che stabilisce un nuovo standard per i giochi di azione in particolare e per i videogiochi in generale. Il lungo addio di Naughty Dog al suo eroe leggendario avviene in grande stile. Parlare di un gioco come questo è sempre complicato senza causare spoiler. Quello che possiamo dire senza timore di causare alcuna sorpresa inaspettata nel lettore è che Nathan, dopo quello che è successo nell'episodio precedente, gode di una vita tranquilla accanto a Elena Fisher, nostro fedele alleato e interesse sentimentale da quando la saga è iniziata nel lontano lontano 2007.


Questa volta Nathan Drake è più umano che mai. Certo stiamo sempre parlando di un gioco di avventura, quindi bisogna essere pronti a continue rotture e inversioni di rotta. Questo fattore sorpresa è rappresentato in termini narrativi dall'arrivo del fratello di Nathan, col quale non si incontrava da anni, che arriva per sconvolgere il nostro mondo. Sempre nei guai, questa volta la famiglia Drake deve un favore ad un pericoloso criminale che ha aiutato il fratellone a uscire di prigione e che pretende ora una parte di un prezioso tesoro perduto. Inizia così il nostro viaggio che, come ormai da tradizione nei titoli di questa serie, ci trasforma in giramondo destinato a viaggiare da una parte all'altra del globo alla ricerca della verità su una antica leggenda dei pirati. Questo ci porterà in sedi probabili e meno probabili: dall'Europa all'Africa passando per l'America Centrale. Un vero e proprio tour de force di Neil Druckmann come scrittore, che come sempre ci porterà per mano ad affrontare situazioni, scenari in una campagna che possiamo superare in circa 16 ore a livello standard di difficoltà - se non l'affrontiamo troppo in profondità - ma in grado di aumentare in modo significativo se invece ci soffermeremo negli scenari fino a perderci al loro interno in cerca di tesori e oggetti da collezione o semplicemente per esplorare alcuni paesaggi realizzati con enorme cura. Ma ci sono un sacco di cose positive da dire ancora circa sulla storia senza rovinare la trama a chi di voi non lo ha ancora giocato - e site pochi ormai - che ci ricorda il motivo per cui Druckmann è uno dei più grandi nomi del settore in questo campo in base al merito acquisito dopo importanti successi. Lontano dal tono grave e a tratti drammatico di The Last of Us, Uncharted 4 è una festa non priva di tensione e adrenalina con un messaggio generale, più leggero, ma ugualmente efficace come le esperienze di Joel e Ellie. Lo scrittore, appena trentasettenne, ha già alle spalle diversi capolavori, e si vede in questo gioco tutto il suo talento che siamo sicuri non si fermerà a questo gioco.


Sapere quali luoghi andremo a esplorare e quali nuove meccaniche di gioco stanno per presentarsi in ogni scenario è una garanzia per tenerci incollati allo schermo, ma nell'ultima parte dell'avventura sapere come andrà a finire la storia dei nostri personaggi ci farà trascorrere le ultime ore in un escalation di emozioni e desidereremo conoscere quale sarà il destino ultimo di Nathan, dei suoi amici e della sua famiglia. E sarà come se davvero di una grande famiglia si tratta, restituendo quei momenti di chimica unica tra di loro, e la sensazione che si tratta davvero di un gruppo di amici, cui in qualche modo anche noi apparteniamo. La capacità di Naughty Dog nel creare personaggi memorabili è da sempre uno dei punti di forza dello studio, e questa volta gli sviluppatori hanno condito il tutto con la complessità e la sensazionalità rendendo il gioco mozzafiato. Alcuni lasciano il loro posto di coprotagonisti, mentre altri rimangono in background, sullo sfondo, ma tutti formano un caleidoscopio unico, un arcobaleno in cui il vero protagonista è Nathan. Non c'è dubbio che questo quarto episodio (quinto se si conta il grande prologo che ha portato Golden Abyss a vivere sulla tanto bistrattata PS Vita) è quello dove l'eroe cresce ulteriormente acquisendo una dimensione leggendaria. Anche dal punto di vista dell'identità Nathan compie un passo avanti, prende decisioni con cui non saremo sempre d'accordo e mostra una umanità inaspettata diventando un personaggio vivo, pieno di esitazioni, scontri tra ciò che pensa e ciò che fa e, in ultima analisi, una complessità finora non emersa interamente. Questa volta Nathan Drake è più umano che mai, con debolezze e esitazioni. Quanto a come ci relazioniamo con gli altri, si è molto parlato di un dettaglio mostrato nei trailer, l'opportunità di partecipare a colloqui con scelte su cosa dire. La verità è che si tratta di un'opzione che è lì e che apprezziamo, ma che Naughty Dog ha già messo in guardia sulla sua importanza relativa e che ora siamo in grado di confermare. Da un lato, perché queste opzioni di scelta appaiono solo durante l'avventura e quando lo fanno, in momenti specifici e isolati, riguardano dettagli che sono irrilevanti. Si tratta di un diversivo e niente più come portare una conversazione in un senso o nell'altro per scoprire qualche informazione in più sui nostri personaggi, o decidere a cosa dare importanza...  ma questi momenti incidono su una mezza dozzina di dialoghi e non pregiudicano il futuro dell'avventura.


La giocabilità rispetta anche l'identità dei precedenti Uncharted, ma non dimentica di introdurre varianti. Tutto è scandito da abbondanti sequenze cinematografiche che ci insegnano una lezione importante su come mantenere alto il livello della narrazione per raccontare una storia profonda, senza ostacolare il ritmo dell'azione. Se qualcosa ha caratterizzato la serie Uncharted fin dall'inizio è quello di offrire diversi stili di gioco che abbracciano l'intera avventura e conferiscono ad essa un senso di varietà molto interessante. Ci sono sparatorie, molte sezioni di piattaforme, troviamo anche i puzzle e, questa volta, più che mai l'esplorazione, che è uno dei cambiamenti più sorprendenti in questo quarto capitolo. Chi si è sentito a suo agio nei precedenti episodi rimarrà altrettanto contento in questo nuovo titolo, ma allo stesso tempo troverà alcuni nuovi dettagli qua e là che porteranno un po' di freschezza al set. Sono soprattutto queste fasi di gioco aperto a innovare maggiormente. Alcuni livelli sono infatti dei piccoli mondi aperti in cui siamo in grado di muoverci con una certa libertà. Questo sarà sicuramente la parte che attirerà l'attenzione dei fan. Nella comunità vi era preoccupazione sul fatto che questa enfasi sulla libertà potesse rovinare in qualche modo lo spirito della saga di Naughty Dog, tuttavia bisogna far capire che la loro presenza è limitata ad una serie di capitoli isolati e che per il resto della campagna è non ci si allontana dall'abituale. Sì, è vero che anche le tappe più lineari sono molto più grandi di quelli di una volta e che nascondono molti più segreti e anche qualche modalità alternativo, come quella di utilizzare i veicoli, ma anche qui non sono certo la maggioranza delle fasi di gioco che invece si confermano fedeli alla formula vincente. Così in definitiva, gli sviluppatori incorporano il fattore novità senza allontanarsi dalla tradizione in questo quarto e ultimo capitolo. Ma come funzionano queste nuove parti? Molto semplice. Abbiamo diversi veicoli da guidare ma in qualsiasi momento possiamo saltare fuori per dare un'occhiata intorno e risolvere enigmi o affrontare nemici, o fare anche soltanto una passeggiata alla ricerca di qualche elemento sbloccabile o ancora alla ricerca di un insediamento nemico per distruggere i mercenari che ci perseguitano. Anche se non sempre ciò che troviamo è interessante, il titolo fa bene a mescolare gli stili; ed è un piacere, per esempio, scendere dalla macchina e sterminare un gruppo di soldati, svuotare la base, dare un'occhiata nei dintorni, e andare avanti.


Questo in fondo perché le meccaniche di shooter rimangono uno dei punti di forza dell'avventura. Da questo punto di vista, tutto funziona come dovrebbe in uno stile di azione con coperture curate e con un senso di spettacolarità che va oltre ogni attesa. Tuttavia, se non ci interessano entrambe le modalità descritte si può optare per un'altra strada. Uncharted 4 ha infatti introdotto una modalità stealth che è una vera e propria scoperta. Ovviamente non dobbiamo aspettarci qui la profondità di proposte in cui la cosa più importante è quella di passare inosservati, ma è apprezzabile lo sforzo degli autori che offrono un percorso alternativo per gli appassionati che non vogliono percorrere le stesse orme che abbiamo visto nei precedenti episodi. Inutile dire che il tutto rende questo gioco ancor più vivo e reale. Si tratta nel concreto di eliminare in silenzio i nemici o superarli senza farsi vedere, e per questo gli scenari sono sempre più ricchi con vegetazione e ombre che ci permette di nasconderci. Le prestazioni generali di questa modalità sono più che sufficienti, e mentre ci sono alcuni momenti in cui gli avversari sono un po' miopi, in particolare nel rilevare i corpi dei compagni morti (che tra l'altro non possono essere spostati), il fatto è che il funzionamento generale ammette pochi rimproveri. Lo stesso si può dire delle piattaforme e dei puzzle, le altre due gambe del tavolo che rendono questo Uncharted 4 un gioco perfetto. Il il funzionamento di tutto è perfettamente studiato per essere senza macchia. Nelle sezioni più puramente acrobatiche, Nathan è ancora una assicurazione sulla vita, è in grado di muoversi come una lucertola sulle pareti verticali e l'aggiunta del piccone per le pareti porose e del gancio sono due sorprese straordinarie, soprattutto questo ultimo in combinazione con la fase di movimento permette di risolvere in modo incredibile e spettacolare le fasi di combattimento. Nel frattempo i puzzle si trovano solo dove la trama ha senso, vale a dire nelle tombe e nelle piattaforme, ma ci sono anche alcuni enigmi che ereditano qualcosa da The Last of Us. Se non altro ci saremmo aspettati un po' più di sfida. Se è vero che ci sono cinque livelli di difficoltà tra cui scegliere per iniziare il gioco, che riguardano solo i combattimenti in modo che rimanga lo stesso per le altre due parti. Non è mai stato difficile superare i livelli in Uncharted, e nonostante l'inserimento di queste aggiunte, anche questo quarto capitolo si conferma accessibile a tutti. Lo stesso si può dire degli enigmi ingegnosi, ma il tutto è una grande sfida, in ogni caso.


Dal secondo capitolo, Naughty Dog ha offerto nel gioco una modalità multiplayer, una formula che raggiunge la sua versione più brillante in questo epilogo. L'essenza è la stesso di quello che abbiamo visto nei due episodi precedenti, ma il risultato qui è eccezionale e offre maggiori possibilità e capacità di intrattenere per molte ore i videogiocatori. L'uso del gancio nel multiplayer è fondamentale. Non solo ci permette di dare un colpo mortale al nemico usando la sua forza, ma anche ci rende un bersaglio difficile da colpire. Per quanto riguarda le mappe, al lancio ne sono disponibili otto. Si tratta di variazioni di alcuni dei più belli livelli della campagna, ma Sony ha in programma di aggiungerne di nuove. Dal rilascio della serie Uncharted, i giochi di questo marchio sono sempre stati un punto di riferimento dal punto di vista grafico con pochi eguali. Inutile dire che tutti sono stati sorpresi dalla sua uscita nel 2007 su PlayStation 3, e ancora di più con la sua progressione nel secondo e nel terzo episodio che ha sollevato l'asticella di quello che poteva essere raggiunto con la macchina di Sony nel ciclo precedente. Anche Golden Abyss, realizzato da Bend Studio per PS Vita, è stato una dichiarazione di intenti di quello che poteva essere raggiunto con la console portatile purtroppo ormai prossima alla obsolescenza della società giapponese. Lo stesso è avvenuto con Uncharted 4 che dal punto di vista visivo è un gioco in grado di farci venire la pelle d'oca. Giocare quest'ultimo episodio è qualcosa di sensazionale che nessun video potrà restituire. Le sequenze impressionanti come quello sul camion o con la jeep sono ancora più impressionanti se sperimentate dal vivo. Uncharted rappresenta uno dei più giochi che è possibile vedere oggi nel mondo dei videogiochi e una dimostrazione di ciò che può essere raggiunto dal punto di vista visivo con PlayStation 4. E' vero che in alcuni momenti molto particolari e sicuramente isolati c'è una leggera diminuzione del framerate, ma questi rari momenti non compromettono affatto l'esperienza di gioco e saranno notati solo dagli utenti più attenti e pignoli Niente, naturalmente, che offuschi le sensazioni di immersione che producono gli effetti di fuoco, fumo ed esplosioni, o soprattutto la perfetta illuminazione di ogni livello, sia la luce naturale o artificiale, né la crescita esponenziale di tutte le mappe che per alcune può farci parlare di mondo aperto. Un lusso per la nostra televisione e un nuovo modo di alzare il livello della sfida da parte di questo straordinario team californiano. Poche note ancora sulla musica eccezionale che presenta le brillanti composizioni di Henry Jackman, uno dei nomi nel settore della cinematografia più alla moda di oggi che ha firmato film come Captain America o Kingsman. Anche gli effetti sonori sono di qualità e, ultimo aspetto ma non meno importante, Uncharted 4 raggiunge il Belpaese tradotto e doppiato con un livello semplicemente straordinario.


Conclusione
Dopo quasi dieci anni di gloriosa carriera, Uncharted 4 è un addio all'altezza per un personaggio così iconico e leggendario come Nathan Drake. Naughty Dog saluta gli appassionati della serie con una storia che ci tiene incollati allo schermo dal primo all'ultimo secondo e che ci farà divertire ancora per molto tempo, grazie a un comparto multiplayer migliorato e con la promessa dell'aggiunta di nuovi contenuti. Se vogliamo trovare il pelo nell'uovo forse a questo giro ci saremmo aspettati una difficoltà un tantino più alta nelle fasi di platform e in quelle di risoluzione degli enigmi. Ma il nostro è probabilmente soltanto il disappunto di un innamorato che vorrebbe ritardare ulteriormente la separazione. L'epilogo del ladro/esploratore più famoso dei videogiochi è arrivato, ma il tesoro più grande lo hanno tra le mani gli utenti PS4 e nessuno potrà portarglielo via! Il nostro voto è dieci su dieci.
10/10

mercoledì 25 maggio 2016

PES 2017: prime indiscrezioni


Konami ha rilasciato il primo lotto di informazioni sull'atteso PES 2017. Sono davvero molte le notizie e dunque le presentiamo di seguito in ordine sparso. Si tratta di una serie di miglioramenti che dovrebbero consentire alla nuova iterazione della serie di compiere un vero e proprio salto in avanti. Il Reality Touch ci consentirà di vedere come i diversi giocatori controllano la palla in modi unici e diversi in base a dove e come si controlla, dettando il flusso del gioco basato su come reagiscono al movimento imprevedibile della palla. Precise Pass: la combinazione di tocco reale e fisica reale della palla è una forma d'arte in PES 2017. Molti fattori determinano la velocità e la precisione della palla. Il passaggio che viene fatto sulla situazione migliore e la tempistica genererà una traiettoria perfetta, con la promess di una grande soddisfazione quando un passaggio assassino sarà realizzato. Natural Player Movement: Centinaia di nuove animazioni sono state aggiunte per portare i giocatori e i portieri in vita - ma non si ferma lì. Le nuove funzionalità dovrebbero generare un enorme vantaggio, dando una vasta gamma di movimenti quando si cattura e si passa il pallone. I Portieri dovrebbero subire un grande salto di qualità attraverso movimenti aggiunti e animazioni, creando i custodi più agili nella storia di PES. I momenti degli attaccanti saranno più drammatici che mai, portando la migliore sensazione di realizzazione quando il goal viene segnato. Total Control Team: gli utenti possono cambiare istantaneamente l'attacco e la mentalità di difesa della squadra, che può essere ottimizzato e attentamente controllato con comandi semplici, essendo in grado di reagire immediatamente alla imprevedibilità di questo sport. Istruzioni avanzate - Strategie che sono definite abbastanza individualmente, come Tiki-Taka e pesante l'uomo-marchio che è fortemente basato sulla squadra ideologia può essere impostato in "Istruzioni avanzate", che aggiunge una grande varietà nel modo in cui si pensa di vincere. Calcio d'angolo di controllo - Controlla le strategie difensive su un pezzo insieme, come la marcatura a zona o marcatura a uomo. opzioni offensive sono inclusi anche come il movimento giocatore specifico. Adaptive AI - Per la prima volta in una partita di calcio, l'IA imparerà come si gioca! Player e il comportamento della squadra è sempre stato un punto fermo della serie PES e PES 2017 per Adaptive AI cambieranno giochi sportivi per sempre. Custodi vedere un grande salto di qualità attraverso movimenti aggiunti e animazioni Visuals autentici - per PES 2017 le immagini hanno visto un importante aggiornamento, offrendo Visuals autentici grazie all'ulteriore integrazione di Fox Engine. Nulla è stato lasciato intatto, dai modelli dei giocatori, l'illuminazione, le folle, pece e gli stadi completamente rinnovato. Mai ha un gioco sembrava così reale.

martedì 24 maggio 2016

L'attesa per Horizon: Zero Dawn (PS4)


Seguendo il Push Square Game of the Show award dell'anno scorso, Horizon: Zero Dawn era già abbastanza probabile che fosse uno dei grandi titoli che Sony metterà in evidenza all'E3 201 - e sembra che la software house stia cercando di accrescere l'hype ulteriormente a pochi giorni dall'evento. Guerrilla Games ha twittato una foto del centro di Los Angeles di oggi, che è stata decorata con un gigante Thunderjaw. Lo slogan sullo striscione recita "Earth Is Ours No More" (La terra non è più nostra) come una delle tribù del titolo tenta di abbattere un robo-dino. Ci sono state voci ultimamente che il rilascio sarà spostato al 2017, ma onestamente credo che con un manifesto così promettente, lo sviluppatore olandese dovrebbe prendersi tutto il tempo che serve. C'è un enorme potenziale in questo gioco.

domenica 22 maggio 2016

Review - Reverse Crawl (Steam)



Reverse Crawl è un titolo abbastanza semplice che non vi stresserà con lunghe e inutili storie complicate. Niente eroi, né damigelle da salvare, niente cavalieri erranti o paladini impavidi. Siete voi i mostri e i buoni per una volta sono i cattivi. Una regina cattiva ha invaso il regno, ucciso il sovrano e adesso gongola all'idea di espandere ulteriormente il suo già enorme impero. Fortunatamente, la figlia del Re è un Negromante piuttosto esperto, cosa abbastanza comune nell'aristrocrazia imperiale (stiamo scherzando ovviamente) e riesce grazie alle sue potenti magie a riportare in vita il Re. Con il suo esercito distrutto e po' di strada da percorrere per recuperare ciò che era suo, non sarà facile però per il sovrano redivivo di riposizionare il suo posteriore sul trono. Dovrà reclutare mercenari e soggetti spesso ai margini come scheletri, zombi e mostri di vario genere. Ecco l'aspetto originale del gioco caratterizzato. Si inizia con un paio di zombie e un paio di scheletri. Queste unità sono divise in gruppi compresi tra i due e i cinque elementi. Ed è qui che si svela il significato del titolo: Reverse Crawl perché il movimento delle vostre truppe e come ribaltato su uno specchio. Dovrete guidare il vostro esercito da destra verso sinistra cercando di contrapporre vittoriosamente le vostre creature di solito malvagie contro un piccolo esercito di eroi non certo contenti di essere invasi dai non morti. E' un'idea semplice ma funziona bene e distingue il gioco nel complesso da altre avventure dello stesso genere.


Per fronteggiare le ondate di buoni con il vostro esercito di ossa e carne putrefatta dovrete scontrarvi su una griglia formata da sezioni esagonali. I combattimenti si svolgono a turni. Reverse Crawl vi dà solo un po' di tempo per intraprendere una delle tre missioni generate in modo casuale prima di dovervi scontrare con una legione più consistente dell'esercito della Regina. Si può trascorrere questo tempo a cercare di aumentare il vostro potere con azioni di vario genere come l'accettazione di quest per recuperare tomi magici andati perduti o raid contro i mercanti per accaparrarvi delle loro merci. Oppure si può provare a reclutare più soldati per il vostro esercito. Si può viaggiare per le foreste e cercare di salvare uno sciamano goblin dal suo stesso popolo in cambio della sua fedeltà, e ingrossare le vostre file salvando un gruppo d'esplorazione di elfi scuri da un agguato e così via. Le quest sono piuttosto varie e divertenti. Ci sono più missioni da intraprendere, ma non abbastanza tempo per completarle tutti, quindi sarete bloccati cercando di decidere quale di queste meglio avvantaggerà la vostra posizione corrente. Sarebbe forse meglio rafforzare la vostra abilità magica, ma, al tempo stesso, perché non potenziare i vostri guerrieri scheletri? Evidentemente non sarà possibile coprire tutte le alternative in un solo playthrough.


C'è una reale profondità di scelta che incoraggia più replay, soprattutto quando alcune di queste decisioni cominciano a interessare il finale del gioco. Ma c'è anche una profondità tattica che non mi sarei aspettato considerando che si tratta di un gioco che è stato originariamente sviluppato in flash. Disporre in maniera strategica i tuoi soldati sulla griglia esagonale è importante, ma è solo metà della battaglia; è anche importante assicurarsi di selezionare le truppe di destra, in primo luogo. Ogni unità ha differenti punti di forza e di debolezza, e mettere avanti la squadra sbagliata è una battaglia persa in partenza. Le unità che colpiscono duro spesso cadono di fronte alle unità veloci. Altre unità sono particolarmente inclini o resistente alla magia. Queste scelte vi costringeranno ogni volta a riflettere sulla miglior disposizione delle vostre truppe e se trascurerete di prestare la giusta attenzione rischierete di ritrovarvi morti in poco tempo.


Conclusione
Reverse Crawl in definitiva è uno strategico a turni semplice e divertente dove si indossano i panni dei cattivi nei confronti di un gruppo di eroi vili e codardi. Le meccaniche di combattimento sono essenziali: spostamento, movimento e attacco, con pochi poteri speciali e abilità. C'è una buona dose di profondità sia nella scelta delle truppe così come nella impostazione della strategia. Differenti anche le missioni e gli aggiornamenti globali. Il gioco non è molto lungo, ma c'è una buona rigiocabilità a causa del gran numero di opzioni. Lo script è condito con un buon senso dell'umorismo che non trascina il gioco verso il basso. Se vi piacciono gli strategici a turni e poter mettere in piedi un esercito di cattivoni per sfidare i buoni questo è il gioco che fa per voi. Il nostro voto è sei e mezzo su dieci. Lo comprate su Steam per appena sei euro a questo link.
6,5/10



giovedì 19 maggio 2016

Review - Overfall (Steam)


Overfall prodotto dai ragazzi di Pera Games è un titolo davvero inaspettato. Negli ultimi anni, la tendenza del mercato videoludico ha spinto le software house, tanto le grandi quanto le piccole, sempre più verso la pubblicazione di titoli differenti. L'allargamento della platea di giocatori ai casual gamers ha impresso una fortissima accelerazione verso produzioni semplici e poco impegnative. Anche da un punto di vista economico è una scelta vincente e gli sviluppatori sono sempre più incentivati a confezionare videogiochi da smartphone: schiacciapensieri, passatempi di vario genere, piuttosto che avventure dalle meccaniche complesse ma sicuramente più gratificanti. A volte, tuttavia, alcuni sviluppatori hanno il coraggio di allontanarsi dal trend per proporre soluzioni coraggiosi, sicuramente di nicchia ma altrettanto innovative e spesso piacevolmente divertenti. Overfall, rpg strategico ambientato in un universo fantasy, che qui recensiamo nella sua versione su piattaforma Steam è uno di questi. Si tratta davvero di una bella sorpresa in questa primavera. Il titolo è appena uscito dalla fase di early access e dunque si presenta nella forma completa. Overfall è dunque una sorta di strategico roguelike con elementi strategici. I giocatori iniziano con un team di due eroi: un guerriero, e un guaritore, che su un piccolo veliero andranno in giro per un affollato oceano disseminato di isole con l'obiettivo di compiere una serie di quest. A patto di sopravvivere abbastanza a lungo, potrete aggiungere altri compagni lungo la strada attraverso vari eventi che si affronterete lungo la vostra avventura.


Tra l'enorme elenco di partner, un numero minore può essere scelto come classi di partenza, sostituendo la quelle iniziali di guerriero e guaritore. Questo è importante, in quanto questi sono gli unici due personaggi di un potenziale massimo gruppo di quattro che possono essere aggiornati. La maggior parte dei compagni acquisiti possono essere reclutati e controllati in combattimento, ma per il resto non sono personalizzabili né possono evolvere, il ché li rende utili ma alleati in definitiva molto sacrificabili. I giocatori potranno anche guadagnare altri contenuti sbloccabili nel corso della loro avventura, compresi i nuovi poteri in forma di armi sbloccate, e le nuove competenze di utilità. Sebbene ogni sessione inizi di nuovo con un mondo generato proceduralmente, le caratteristiche sbloccate rimangono e saranno di grande aiuto per estendere le sessioni di gioco in futuro, aumentando il potere di partenza e il potenziale. Le sessioni di gioco sono molto brevi. Soprattutto al primo avvio, la morte è garantita e quasi immediata fino a quando le strategie di sviluppo e gli elementi sbloccati non maturano. Le quest sono del tutto casuali, ed è probabile che molte quest saranno impossibili da completare nelle prime fasi di gioco a causa delle abilità non ancora pienamente sviluppate dei personaggi. Il risultato può rivelarsi frustrante inizialmente ma con un po' di pazienza sarà possibile migliorare la propria performance progressivamente.


Un passo falso può costare un'intera sessione di gioco. La morte di un compagno di squadra, per esempio, può deprimere gli altri componenti e indebolire l'intero gruppo durante il combattimento. Overfall è un gioco duro che non conosce compassione e non vi dà una seconda chance, dovrete approfittare della vostra per non sprecarla. Nel complesso, la difficoltà di Overfall è un cambiamento di registro positivo rispetto alla massa dei giochi iperfacilitati dell'ultima generazione. Ci sono momenti, tuttavia, quando le meccaniche di gioco risultano oltremodo penalizzanti. Per esempio, oltre alla ricchezza di stati negativi che si accumulano sui vostri personaggi e alla mancanza di personalizzazione per la maggior parte del rooster, l'ultimo nemico di ogni battaglia va affrontato anche in una sorta di modalità rabbia. In questa modalità, il nemico è particolarmente invasato, colpisce più duro, e sembra schivare gli attacchi molto più spesso. Ci sono momenti in cui il nemico finale risulta quasi insormontabile. Questo complica ulteriormente un sistema di combattimento già complesso che si affida così pesantemente sul gioco di squadra. Tuttavia, vale la pena considerare che morire non è necessariamente una cosa da evitare, ma piuttosto una parte della progressione verso la meta finale. La storia generale considera attivamente la reincarnazione dei personaggi dei giocatori, perché è nella loro natura morire e ricominciare da capo. Una volta che si accetta la morte come inevitabile, le partite possono essere affrontate con maggiore fiducia. L'alternativa è più rischiosa, si può decidere di progredire a piccoli passi impegnandosi attivamente in brevi escursioni a terra che hanno la possibilità di aumentare la vostra reputazione con una delle numerose fazioni in guerra, con l'obiettivo di reclutare un buon numero di soggetti nel vostro team per combattere il Vorn e trovare il re.


Conclusione
Overfall è stato una piacevole sorpresa in questo mare magnum primaverile. Attendevamo con impazienza il suo rilascio. Mancano di questi tempi giochi impegnativi ma gratificanti come il titolo in esame. Sebbene non sia adatto a tutti, riteniamo che molti giocatori sapranno trovare in questa avventura una piacevole alternativa a produzioni sempre più vuote e prive di contenuti. Non tutto è perfetto, ma siamo sicuri che gli sviluppatori sapranno migliorarlo ulteriormente. Si potrebbero ad esempio ottimizzare le classi e i nemici. Resta comunque già così una esperienza divertente, nonostante, il livello di sfida decisamente hard e una certa prevedibilità nello sviluppo. Per il prezzo richiesto, Overfall rappresenta comunque una scelta obbligata per contenuti e qualità della produzione. Il nostro voto è otto più su dieci.
8+/10

martedì 17 maggio 2016

Review - Valkyria Chronicles (PlayStation 4)


Valkyria Chronicles non è un titolo qualsiasi. Il neofita che si accosta a questo gioco per la prima volta non tarderà a percepire il fascino di una produzione unica nel suo genere. Sono solo i grandi giochi che riescono a suscitare queste emezioni e ci riescono anche a distanza di anni. Certo accostare questa magistrale produzione a titoli di venti o trent'anni fa potrebbe risultare eccessivo. Forse alcuni obietteranno che la prima pubblicazione del titolo SEGA non è poi così lontana nel tempo. Eppure, Valkyria Chronicles ha già ampiamente dimostrato e meritato un posto d'onore nell'Olimpo dei videogiochi. La pubblicazione su PS4 non poteva dunque andare oltre da una rimasterizzazione che recupera gli elementi di base della versione originale e si limita ad aggiungere alcuni miglioramenti grafici. Alla luce delle nostre parole, si potrebbe credere che Valkyria Chronicles sia un titolo da milioni di copie. E invece niente di tutto questo. E' un classico sì, ma di nicchia. All'epoca della sua uscita su PS3 non è stato affatto uno dei giochi più popolari. E' anzi raro trovare molti fan della serie. Del resto, è anche difficile da collocare. La creazione di Sega unisce diversi generi così maestosamente che non è affatto facile catalogare questo lavoro all'interno di un determinato genere.


Se dovessimo sceglierne uno, potremmo dire che Valkyria Chronicles è uno strategico a turni. Ma è anche vero che le fasi di azione e gli elementi RPG hanno un peso determinante. E' difficile racchiudere questo gioco in un solo genere. E' un'avventura unica che ora è disponibile in versione rimasterizzata anche per gli utenti PlayStation di ultima generazione. Ciò che distingue questo titolo da molti altri è quello di avere una storia magnifica e molto ben raccontata. Il gioco è ambientato nel corso degli anni Trenta durante il conflitto europeo. Un gruppo di eroi che appartengono al lato della Federazione dell'Atlantico deve resistere al potente esercito dell'Alleanza imperiale. In mezzo a questa battaglia un piccolo paese chiamato Gallia si rivela essere un luogo di grande valore tattico e strategico per i ranghi dell'Impero data la sua posizione e, soprattutto, per avere una grande quantità di ragnite, una risorsa preziosa e contesa dagli eserciti nemici. L'offensiva nei confronti di questo paese è già iniziato e la città di Bruhl è uno dei primi luoghi che soffrono il terribile sbarco delle truppe imperiali. Per far fronte a questa offensiva avremo il controllo di un piccolo gruppo di giovani soldati guidati da Welkin Gunther, il figlio di un ex eroe della prima guerra mondiale, che dovrebbe guidare il designato Settimo Plotone della milizia Gallia. Per difendere la città di Bruhl il coraggio Welkin potrà contare sull'aiuto di altri abili personaggi come Alicia o Isara, che diventeranno in poco tempo un gruppo di personaggi tra i più avvincenti e carismatici che abbiamo mai incontrato in un videogioco.


Ma non è solo la storia ad essere avvincente, e neppure il cast dei personaggi, è la narrativa, la grafica, le meccaniche di gioco. Il risultato è un ingranaggio perfetto. Come un romanzo o meglio un fumetto, vi ritroverete ad ammirare la bellezza di Valkyria Chronicles. Un modo di raccontare una storia di guerra che è stato raramente così ben interpretato. Lo stile artistico in questo versione per PS4 è rimasto fedele all'originale ma ora la risoluzione a 1080p e 60 fotogrammi al secondo rende il tutto ancor più piacevole e convincente. Quando arriva il momento di mettersi al lavoro, il titolo ci offre uno stile unico e molto coinvolgente. Questo è un gioco che combina diversi generi come abbiamo già accennato all'inizio dell'analisi, determinando così diversi stili di gameplay. Fin dall'inizio, il titolo ci dà la possibilità di reclutare i soldati che ci interessano, che sono suddivisi in cinque classi distinte (come cecchini, ingegneri, ecc.) che gestiscono attività diverse. Oltre a migliorare le competenze, dobbiamo prestare attenzione alla personalità di ciascun personaggio. I rapporti di amicizia e il carattere di ciascun soldato hanno un certo impatto sulla loro qualità. Pochissimi i titoli sono in grado di offrire un grado di profondità e complessità nel miglior senso della parola che ci dà questa produzione di Sega. E in un gioco come questo questa virtù diventa ancora più rilevante.  In ognuno dei nostri spostamenti dobbiamo decidere ciò che vogliamo realizzare con ciascuno dei nostri personaggi: attaccare, passare il turno, aiutare un compagno, utilizzare gli oggetti.


Si tratta di un gioco di strategia molto ben sviluppato che ci incoraggia anche a partecipare alle missioni in maniera originale e differente, che è il vero segreto di questo titolo perché consente all'avventura di non risultare mai monotona. Oltre al titolo ci permette di superare le missioni secondarie e, come previsto, questa versione rimasterizzata include anche il DLC aggiuntivo che include la modalità originale Hard Ex le missioni di Edy e la sfida del distaccamento di Edy. Il gameplay offerto da questo titolo è davvero maestoso. Valkyria Chronicles è stato uno giochi di strategia più curati e meglio interpretati per PS3 e il trasferimento su PS4, è riuscito a conservare tutto il fascino e la qualità dell'originale in questa edizione originale. Si tratta di un titolo che riesce a sottolineare la sua componente strategica e RPG in modo notevole e il suo sistema di combattimento in 3D in tempo reale e altrettanto sorprendente. Raramente abbiamo visto un modo di raccontare una storia di guerra così bene interpretato. L'unico difetto che aveva il titolo per PS3 e che purtroppo è rimasto in questa versione è la mancanza di traduzione. L'intero gioco è in inglese e dovrete conoscerlo piuttosto bene per capire correttamente come seguire l'azione.  Avere un po 'di confidenza con l'inglese sarà importante per poter godere dell'avventura come merita. Infine, ancora qualche parola per il magnifico comparto grafico che è stato ulteriormente migliorato in questa versione PS4. Grazie alla risoluzione di 1080p ed ai 60fps di animazione è possibile godere di una linea artistica di altissimo livello. Pochi giochi di strategia e anche meno bellicosi sono in grado di offrire una grafica così attraente.


Conclusione
Valkyria Chronicles è un gioco fantastico che ogni appassionato di videogiochi dovrebbe provare almeno una volta. Lo strategico della software house giapponese è ormai diventato un classico e sembra davvero non conoscere il peso dell'età. Dopo essersi fatto apprezzare nella scorsa generazione, Sega ha voluto regalarlo anche ai possessori di PlayStation 4 e a giudicare dal risultato si tratta di una scommessa riuscita. Questa conversione mantiene lo stile, il gameplay e il fascino dell'originale, che rimane intatto, ma potenziato da una grafica che è adesso visualizzata in una risoluzione di 1080p e 60 fotogrammi al secondo, e dall'aggiunta del DLC. In totale sono oltre 30 ore di divertimento per chi vuole provare un'avventura diversa ma piena di personalità. Il nostro voto è nove su dieci.
9/10